Il papà in sala parto

La presenza del papà in sala parto è un’acquisizione culturale recente.

Nella storia, il papà era chiamato a difendere il territorio in cui la compagna partoriva, quello di oggi invece condivide il magico momento; molto spesso sta accanto alla sua compagna, spinto da ragioni sociali e culturali. Si tratta comunque di un’esperienza per la quale non è biologicamente preparato. L’istinto viscerale che governa il parto ha nella donna origini ancestrali ed è scritto nel DNA di ogni sua cellula.

Nel 1983 Frédéric Leboyer, ginecologo francese, promotore e sostenitore della nascita senza violenza, pubblicò un video in cui mostrava la nascita della figlia di un collega ginecologo, presente in sala parto. Il suo desiderio era di diffondere l’idea che il bambino potesse nascere in una condizione di estremo rispetto e unione.

Un uomo presente al travaglio della compagna potrebbe dover affrontare alcune condizioni di disagio:

  • Gestire il comportamento della compagna: i sussurri, i gemiti, i gesti corporei, normalmente compiuti durante l’atto sessuale. Il papà potrebbe non sapere cosa fare.
  • Nella fase attiva del parto la donna si trova in uno stato alterato di coscienza e non è disposta a parlare: ha bisogno di recuperare le energie tra una contrazione e l’altra e non può impegnarsi in alcuna forma di intrattenimento. Il papà può avvertire sentimenti di esclusione.
  • Sentirsi a disagio davanti ad un momento così potente che serve a generare la vita.

Che cosa dovrebbe fare, allora, il papà?

Dovrebbe controllare e proteggere la scena del parto, portando calore e intimità soprattutto se il parto avviene in una struttura ospedaliera. Il papà ha un ruolo non solo di sostegno emotivo ma anche fisico, dando in alcuni momenti supporto a sorreggere la donna. Il travaglio di parto e il parto stesso incrementano l’intesa e la sintonia di coppia.

Un consiglio per la coppia è quello di partecipare ai corsi di accompagnamento alla nascita, perché creano un ruolo attivo anche alla figura maschile, affinché la nascita diventi compartecipazione e consapevolezza.

 

BIBLIOGRAFIA:

  • Per una nascita senza violenza. Il parto dal punto di vista del bambino (Leboyer F. – Bompiani, 1975)
 Dott.ssa Laura Coda

Dott.ssa Laura Coda

Esperta in rieducazione del pavimento pelvico, vulvodinia, vestibolite e idrocolonterapia.

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