Storia dell’ostetrica: quando è nata questa professione?

La figura dell’ostetrica risale a moltissimi anni fa, quando le donne “guaritrici” curavano con arte altre donne, attraverso l’utilizzo di erbe che venivano utilizzate per curare i malesseri della gravidanza, le malattie dell’utero e i disturbi mestruali.

Era una necessità implicita per ragioni culturali e religiose, perché il medico maschio non poteva toccare il corpo della donna; inoltre, fin dagli inizi del ‘500 era il rappresentante della medicina ufficiale perché studiava nelle accademie e all’università i testi di Ippocrate e Galeno.

Era, quindi, considerato una figura intellettuale che faceva diagnosi, a casa dell’ammalato, spesso senza toccarlo.

La guaritrice invece, era parte della comunità.

Spesso, infatti, veniva chiamata prima del medico ed aveva una comunicazione molto più diretta ed empatica: toccava il malato, gli preparava il pasto, lo aiutava con gli infusi di erbe medicinali.

La medicina della guaritrice era appresa sul campo e tramandata oralmente in modo rituale da donna a donna.

La conoscenza della natura e delle materie prime erano incarico delle donne, le quali dovevano saper distinguere le piante che curavano e che potevano anche essere aggiunte ad un pasto, da quelle velenose.

Alcuni testi narrano che gli stessi medici, quando si ammalavano, ricorrevano alle “magie” delle guaritrici.

Pensate che molte di esse, come la guaritrice bresciana Benvegnuda Pincinella, nel ‘500 fu condannata dall’Inquisizione ed arsa viva, dopo aver guarito la figlia del podestà con un infuso di sambuco.

Spesso, purtroppo, venivano accusate di malefici e stregonerie.

Le guaritrici dopo aver assistito ai parti in casa, utilizzavano garze intrise di acqua ed iperico per cicatrizzare le lacerazioni dei tessuti; per normalizzare e calmare il ciclo mestruale utilizzavano la camomilla; oppure come pianta afrodisiaca, antifecondativa ed abortiva veniva utilizzata la menta, con la quale la guaritrice preparava pessari anticoncezionali, ovvero una specie di tamponi da introdurre nella vagina prima di un rapporto sessuale.

Oggi a distanza di molti secoli da quegli eventi, molte piante, sono inserite dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nelle monografie sulle piante medicinali.

BIBLIOGRAFIA:
  • Per virtù d’erbe e d’incanti, E. Maderna (Aboca,2018)
 Dott.ssa Laura Coda

Dott.ssa Laura Coda

Esperta in rieducazione del pavimento pelvico, vulvodinia, vestibolite e idrocolonterapia.

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