Vulvodinia e l’allenamento tutto al femminile

È risaputo che l’attività fisica aumenta le endorfine che sono una sorta di anestetico simile alla morfina e ad altre sostanze oppiacee prodotte dal nostro corpo, che ci regalano benessere, piacere ed allontanano il dolore. Lo sport migliora anche la circolazione sanguigna e l’apporto di ossigeno ai tessuti e alla pelvi favorendo la vasodilatazione che riduce gli spasmi dolorosi.

Durante l’attività aerobica si producono alcune sostanze (IGF-1 e ANANDAMIDE) che proteggono il tessuto nervoso.

La donna che soffre di vulvodinia, nella maggior parte dei casi, presenta anche un ipertono della muscolatura pelvica, ovvero un accorciamento muscolare che causa una chiusura ed una sensazione di avere una “morsa “a livello vaginale e/o anale. Molte donne durante le attività sportive riferiscono un peggioramento dei sintomi (bruciore vulvare, morsa, sensazione di percepire “spilli”) ai genitali ed un affaticamento psicofisico, che porta in genere alla sospensione dell’attività praticata.

Alcuni sport sono controindicati ed altri suggeriti, perché?

Controindicati sono: l’equitazione, la bici, la cyclette, lo spinning perché creano compressione delle terminazioni nervose dei genitali infiammandole ed irritandole maggiormente.

Anche la corsa è da evitare perché può aumentare il tono dei muscoli pelvici soprattutto se si pratica di frequente, insieme al nuoto in piscina ove il cloro può irritare le mucose alterandone il ph.

Non creano peggioramento: la camminata sostenuta due o tre volte alla settimana per breve periodo, il nuoto in acqua calda termale che è un naturale miorilassante e il ballo, con moderazione.

Danzare diventa terapeutico. Si ritrova se stessi in un’attività che richiede espressività, che crea flussi di energia reciproca. La percezione del dolore, il superamento del disagio vengono rivisti attraverso il filtro della musica e del movimento corporeo che crea piacevoli sensazioni.

La raccomandazione è sempre quella di dedicarsi con costanza ad attività motorie moderate, ma regolari, usando il buon senso facendosi consigliare da tecnici esperti. Così facendo si sollecita positivamente la muscolatura del nostro corpo e quindi della nostra pelvi, senza arrivare ad un livello di soglia in cui si avverte dolore ed affaticamento eccessivo. Si tratta di un allenamento che va calibrato con precisione sulla donna affetta da vulvodinia, così che sia di stimolo senza danneggiare.

Raccomando anche di cominciare un’attività fisica dopo essere state valutate e riabilitate da professionisti in modo da riportare prima, il muscolo pelvico ad un tono normale.

PS: so che esistono altri sport da praticare, non citati, ma anch’essi in alcuni casi sono controindicati, sempre meglio prima una valutazione da un professionista se sono presenti sintomi come: bruciore vulvare, ad urinare, morsa, difficoltà e dolore a defecare….

Letture consigliate:

-Molecularlab.it 3/5/2007 Tag.IGF-1, Anandamide, Neurogenesi, Neuroni

-J Psychosom Obstet Gynaecol.2005 Jun:26(2):107-13 Pelvic floor muscle functioning in women with vulvar vestibulitis syndrome

-Gentilcore-Saulnier E. McLean L., Goldfinger C,et al.Pelvic floor muscle assessment outcomes in women with and without provoked vestibulodynia and the impact of physical therapy program.J Sex Med.2010;7:1003-22

 Dott.ssa Laura Coda

Dott.ssa Laura Coda

Esperta in rieducazione del pavimento pelvico, vulvodinia, vestibolite e idrocolonterapia.

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